Yannis Ritsos

Ritsos, Yannis, 1909-90, poeta greco. Uno dei poeti più tradotti della Grecia moderna, Ritsos è passato da una prima attenzione ai temi e allo stile classici a un lirismo più personale. La sua scrittura riflette le tragedie familiari, il soggiorno in un reparto di tubercolosi e l’impegno politico contro la dittatura che gli valse periodi di deportazione e arresti domiciliari.

Ha trascorso un periodo in campi di prigionia nel 1947-1952 e dopo il colpo di Stato del 1967, vivendo poi agli arresti domiciliari o sotto sorveglianza. Le sue poesie hanno un valore morale e parlano dei nemici politici con compassione piuttosto che con amarezza.

Tra le sue opere più note ricordiamo:

Tractor (1934) e Pyramids (1935) Queste due opere raggiungono un fragile equilibrio tra la fede nel futuro, fondata sull’ideale comunista, e la disperazione personale.

Epitaffio (1936). Si tratta di un lungo poema che utilizza i meccanismi della poesia tradizionale, ma che esprime con un linguaggio chiaro e semplice un messaggio di fratellanza e fratellanza.

Veglia (1941-1953) e Distretti del mondo (1949-1951). Queste opere sono state scritte a partire dalle sue esperienze nei campi di prigionia a causa della guerra civile greca e della sua presa di posizione contro i fascisti.

Le opere successive segnarono lo sviluppo e la maturità di Ritsos come poeta:

La sonata al chiaro di luna (1956) – Quando arriva lo straniero (1958), Le vecchie e il mare (1958),

La casa morta (1959-1962) Si tratta di un lungo monologo in parte ispirato all’antica mitologia greca e alle antiche tragedie:

Una caratteristica delle sue ultime poesie come: Tarda notte (1987-1989) è che sono piene di tristezza e di consapevolezza della sofferenza. Ma in modo umilmente poetico Ritsos conserva un barlume di speranza in un ultimo inizio di creatività.