Emily Dickinson

Poetessa americana, nata ad Amherst, nel Massachusetts. È ampiamente considerata una delle più grandi poetesse della letteratura americana. Le sue liriche uniche, simili a gemme, sono distillazioni di un sentimento profondo e di un intelletto originale, e si collocano al di fuori della tradizione letteraria americana.

La Dickinson trascorse quasi tutta la vita nel suo luogo di nascita. Suo padre era un avvocato di spicco, attivo negli affari civili. I suoi tre figli (Emily, un figlio, Austin, e un’altra figlia, Lavinia) ebbero così l’opportunità di incontrare molti visitatori illustri. Emily Dickinson frequentò irregolarmente l’Accademia di Amherst per sei anni e il Seminario di Mount Holyoke per uno, e in quegli anni visse una vita normale fatta di amicizie, feste, chiesa e lavori domestici. Prima dei 30 anni, tuttavia, iniziò a ritirarsi dalle attività del paese e gradualmente smise di uscire di casa. Pur corrispondendo con molti amici, alla fine smise di vederli. Spesso fuggiva dai visitatori e alla fine visse come una reclusa virtuale nella casa paterna.

Già prima del suo ritiro dal mondo scriveva poesie e il suo apice creativo sembra essere stato raggiunto nel periodo tra il 1858 e il 1862. Sebbene sia stata incoraggiata dal critico Thomas Wentworth Higginson, che non comprese mai il suo genio, e da Helen Hunt Jackson, che la riteneva una grande poetessa, la Dickinson pubblicò solo sette poesie durante la sua vita. Era una persona intensa e sensibile che si esauriva nel contatto emotivo con gli altri.

Il modo di esistere della Dickinson, sebbene circoscritto, era evidentemente soddisfacente, persino essenziale, per lei. Dopo la sua morte, nel 1886, Lavinia Dickinson scoprì oltre 1.000 poesie nello scrittoio della sorella. Per troppo tempo la Dickinson è stata trattata non tanto come un’artista seria quanto come una figura romantica che aveva rinunciato al mondo dopo una delusione d’amore. Questa leggenda, basata su congetture, distorsioni e persino falsificazioni, tormenta ancora i suoi biografi.

Le opere

La tensione principale della sua opera deriva da un’altra fonte: l’incapacità di accettare la fede religiosa ortodossa del suo tempo e il desiderio di trovare il suo conforto spirituale. Come vediamo in questa poesia:

Tanta follia è il senso più divino per un occhio perspicace; tanto senso la follia più cruda. In questa, come in tutte, prevale la maggioranza. Acconsenti, e sei sano di mente; rifiuta, e sei subito pericoloso, e maneggiato con una catena.

L’immortalità era definita “l’argomento del diluvio” e alternava affermazioni di fede a testi di disperata incertezza che erano al tempo stesso riverenti e ribelli. I suoi versi, noti per lo stile aforistico, l’arguzia, le delicate variazioni metriche e le rime irregolari, la schiettezza delle affermazioni e le immagini audaci e sorprendenti, hanno ottenuto un enorme successo e hanno esercitato una grande influenza sulla poesia del XX secolo.

La fama postuma della Dickinson iniziò quando Mabel Loomis Todd e Higginson curarono e pubblicarono due volumi di poesie (1890, 1891) e parte della sua corrispondenza (2 voll., 1894). Seguirono altre edizioni di versi, molte delle quali rovinate da un editing poco accurato e non necessario. Un’edizione definitiva delle sue opere apparve solo negli anni Cinquanta, quando T. H. Johnson pubblicò le sue poesie (3 voll., 1955) e le sue lettere (3 voll., 1958); solo allora fu possibile uno studio serio della sua opera.