Dante Alighieri

Nato da una famiglia guelfa (vedi Guelfi e Ghibellini) di nobiltà decaduta, Dante si muove nella società patrizia. Fece parte della cavalleria fiorentina che sbaragliò i ghibellini a Campaldino nel 1289. L’anno successivo, dopo la morte (1290) di Beatrice, la donna che amava, si immerse in un intenso studio della filosofia classica e della poesia provenzale. Questa donna, che si pensa fosse Beatrice Portinari, fu la fonte riconosciuta di ispirazione spirituale di Dante. Dante sposò Gemma Donati, ebbe tre figli e fu attivo (1295-1300) come consigliere, elettore e priore di Firenze. Nella complessa politica fiorentina, si trovò sempre più in contrasto con il potere temporale di Papa Bonifacio VIII e alla fine si alleò con i Guelfi Bianchi. Dopo la vittoria dei Guelfi Neri fu espropriato e bandito (1302). L’esilio rese Dante cittadino di tutta l’Italia; servì vari principi, ma sostenne il Sacro Romano Imperatore Enrico VII come potenziale salvatore dell’Italia unita. Morì alla corte di Guido da Polenta a Ravenna, dove è sepolto.

Le opere

La reputazione di Dante come figura di spicco delle lettere italiane si basa principalmente sulla Divina Commedia, un lungo poema in volgare in 100 canti (più di 14.000 versi) composto durante il suo esilio. Dante la intitolò Commedia; l’aggettivo Divina fu aggiunto nel XVI secolo. Racconta il viaggio del poeta attraverso l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso ed è di conseguenza diviso in tre parti. Nell’Inferno e nel Purgatorio Dante è guidato da Vergilio, nel Paradiso da Beatrice, per la quale il poema è un memoriale. L’opera è scritta in terza rima, una complessa forma di versi in pentametro, con triadi intrecciate in rima aba, bcb, cdc, ecc.

Magnifica sintesi della visione medievale, la Divina Commedia raffigura un universo immutabile ordinato da Dio; il suo tema allegorico è la graduale rivelazione di Dio al pellegrino. È anche un dialogo religioso sulle gradazioni del peccato e della pietà terrena, nonché su temi come la predestinazione e la filosofia classica. Il simbolismo è complesso ma altamente razionale; il verso è musicale e l’intera opera è di grande immaginazione. Con il suo capolavoro Dante affermò il toscano come lingua letteraria d’Italia, superò tutti i precedenti scrittori italiani e diede origine a una vasta letteratura. Tra le opere di Dante figurano anche La vita nuova (1292 circa), una raccolta di prose e liriche che celebra Beatrice e illustra la sua concezione idealistica dell’amore; il Convivio (1304 circa), un’allegoria enciclopedica che elogia sia l’amore che la scienza; il De monarchia, un trattato sulla necessità del dominio del re negli affari secolari; e il De vulgare eloquentia, sulle regole del volgare italiano. Inoltre, scrisse numerose liriche, ecloghe ed epistole.